COME CURARARSI CON L'ACQUA

Ecco i disturbi che si risolvono con le terapie termali
Oltre a essere il principale componente del corpo umano, l'acqua può essere anche un prezioso elemento curativo. Lo testimonia il fatto che le cure termali sono note dalla più remota antichità e praticate per quanto riguarda l'Italia dal V secolo avanti Cristo dagli Etruchi e sviluppate poi dai romani. E l'estate è la stagione ideale per andare alle terme. "L'acqua è un elemento naturale che può avere particolari proprietà, secondo la sua composizione, al punto da essere in determinati casi sostituitiva di cure farmacologiche, "conferma il professor Giuseppe Laurenti"
Professor Laurenti, quali particolari malattie curavano allora gli etruschi, e poi i romani?
"Presumibilmente le ferite riportate in battaglia, dal momento che le acque sulfuree di Viterbo hanno un elevato potere disinfettante e cicatrizzante. Ma anche i dolori alle articolazioni e persino le malattie veneree, come possiamo desumere da Dante, che nel canto della "Divina Commedia" cita proprio le acque termali di Viterbo, così ricche di zolfo, come un efficace rimedio per questo particolare tipo di problema sanitario".
A chi sono consigliate le cure termali?
"Come ho già accennato, curarsi con le acque termali offre dei vantaggi, perchè si evita di ricorrere a farmaci, che possono certamente giovarci ma restano comunque sostanze chimiche, immesse nell'organismo. L'acqua termale, invece, è un rimedio naturale e ha quindi minori controindicazioni o effetti collaterali. Quando si va alle terme si dice normalmente che si "passano le acque". Questo significa che la cura termale consiste nell'ingerire quotidianamente un grande quantitativo d'acqua? "No, non necessariamente. Dipende naturalmente dal genere di disturbo che si vuole curare e di consguenza dal tipo di acqua. Per disturbi epatici o intestinali si devono bere determinate quantità di acqua, per depurare l'organismo, mentre in altri casi l'acqua ha un particolare composizione che non la rende curativa ingerendola, ma invece presenta una grande efficacia in maniera diciamo così "esterna". E' immergendosi in queste acque che si possono trarre benefici. E' appunto questo il caso delle acque termali di Viterbo.
Quali caratteristiche particolari hanno queste acque?
"Le acque termali di Viterbo, e in generale della Tuscia, sono particolarmente ricche di zolfo e di azotati. La loro funzione curativa, quindi, si manifesta in modo specifico con un uso "esterno".
Quali malattie possono curare?
Sono indicate sopratutto per curare le patologie dermatologiche. si va dalla Psoriasi, che provoca sulla pelle chiazze ispessite, arrossate, infiammate, alla ittiosi, una malattia ereditaria che rende estremamente squamosa l'epidermide. Dalle ulcere varicose alle tromboflebiti e vasculiti, fino ai disturbi delle ghiandole sudoripare. I casi più frequenti , comunque, sono quelli delle patologie dermatologiche di origine ormonale, come l'acne. Oltre all'acne giovanile, anche quella che colpisce molto spesso le persone tra i trenta e i quarant'anni, in modo particolare modo le donne.
Qual'è la terapia termale, per intervenire in questi ultimi casi, Professor Laurenti?
"Va precisato prima di tutto che le acque termali possono curare efficacemente l'effetto, non la causa di disturbo. Nel caso specifico di uno scompenso ormonale che determina una forma di acne, l'acqua altamente solforosa ha effetto sul naturale ricambio cellulare dell'epidermide. Normalmente questo ricambio avviene nell'arco dodici, tredici giorni, provocando la squamatura della pelle. Le acque termali solforose hanno la proprietà di rallentare questo processo, riportandolo a livelli medi.
Come vengono utilizzate queste acque per avere un effetto curativo?
Trattandosi principalmente di un problema che riguarda il volto, le acque vengono applicate sull'epidermide, con lavaggi. Ma si può intervenire anche con "maschere" e utilizzando non esclusivamente le acque termali ma anche i fanghi. Queste applicazioni possono essere fatte, naturalmente, non soltanto sul viso ma anche su tutto il corpo.
Quali altri disturbi possono essere curati con le acue termali sulfuree, come quelle di Viterbo?
C'è una vasta gamma di disturbi che possono trarre vantaggio da queste cure termali. Le malattie del ricambio, come l'obesità e la gotta, quelle infiammatorie o allergiche, che colpiscono l'apparato respiratorio, i disturbi che rigurdano quello vascolare, come le flebiti e le varici, le vene varicose.
In questi casi la terapia è l'utilizzo delle acque sono diversi?
Per i disturbi circolatori le acque termali non vanno applicate, ma bisogna riceverle a getto , o camminarci dentro, in apposite vasche. Le acque, essendo di origine vulcanica, sgorgano sempre calde, a una temperatura che supera i quaranta gradi, ma vengono anche raffreddate e negli istituti termali ci sono vasche ad acqua sia calda sia fredda. Immergendosi in queste vasche, alternativamente oltre all'effetto benefico dell'acqua sulfurea si ha anche quello della diversa temperatura e il tutto contribuisce a riattivare la circolazione. Ma una cura termale può essere particolarmente indicata anche in altri casi, per esempio come fase preparatoria di un intervento di estetica.
Quale funzione ha in questi casi?
Prima di eseguire un intervento di liposuzione o di chirurgia plastica. Per esempio alle gambe occorre "preparare" i tessuti riducendo gli strati di grasso. Questo solitamente avviene con punture, mentre si può ottenere lo stesso risultato con l'immersione degli arti nelle acque termali sulfuree. In questo caso l'intervento avviene in maniera naturale, certamente meno traumatica per il soggetto.
Per fare una cura termale ci sono limiti di età?
"No, nella maniera più assoluta. Da zero a novant'anni, una cura termale non può che giovare all'organismo, anche se non si soffre di particolari disturbi. Al di là dei benefici dovuti alle proprietà curative delle acque termali, va rilevato che subentra anche un fattore psicologico tutt'altro che trascurabile. Le località termali, infatti, tradizionelmente si distinguono per una prticolare atmosfera ambientale, per un clima di estrema serenità, e questo non può che "curare" anche lo spirito, l'umore oltre al fisico.
Quanto tempo deve durare, mediamente una cura termale?
In media da sette a dieci giorni, per ottenere concreti risultati.
E quale può essere la durata di questi risultati Professor Laurenti?
Alle terme, come ho già accennato, si possono curare gli effetti, non le cause dei disturbi che ci affliggono. Non si può quindi avere la pretesa di fare una cura termale e di risolvere in maniera definitiva un proprio problema di salute, da una dermatite ad affezioni epatiche o a forme reumatiche croniche. Alle terme ci si può rimettere in sesto, questo si, e seguire una cura termale una o due volte l'anno può aiutarci a mantenere un buon livello di benessere. Quindi chi ha problemi di salute farebbe bene, a conciliare il periodo delle vacanze con questo particolare genere di terapia. Ne trarrebbe giovamento nel fisico e anche psicologicamente per quel relax che è strettamente legato alle cure termali.
Ci possono essere controindicazioni per le cure termali?
In linea generale no, una cura termale non può che giovare a chiunque. C'è però una limitazione, che riguarda proprio i centri termali come quello di Viterbo, in cui vengono utilizzate acque a temperature piuttosto elevate. Questo trattamento è sconsigliato a chi soffre di disturbi cardiaci, perchè l'immersione in acque calde, o l'applicazione di fanghi anch'essi ad alta temperatura, hanno effetti vasodilatatori e di conseguenza possono provocare un abbassamento della pressione sanguigna.
Quali sono i periodi dell'anno più indicati per una cura termale?
La fine dell'estate, quando l'afa diminuisce e non causa sbalzi di pressione. L'inverno è invece consigliato per chi ha problemi all'apparato respiratorio o per disturbi reumatici, che in quella stagione si accentuano.
Dopo essere stati alle terme si può proseguire la cura a casa?
In certi casi si può bere un particolare tipo di acqua, ma in generale la cura termale è un "rito" da compiere sempre sul posto.

Intervista pubblicata su "GENTE" numero 30 del 27/7/2000

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